precedente

successivo



papiro geroglifico funerario per un defunto dal nome andato perduto (Botti, tav. XI) - (c) Museo Archeologico Nazionale di Parma

papiro geroglifico funerario per un defunto dal nome andato perduto - foto I. Andorlini - (c) Museo Archeologico Nazionale di Parma

4 (Botti 105). PAPIRO GEROGLIFICO FUNERARIO (frammento) per un defunto dal nome andato perduto.


Provenienza: Tebe (acquisto da Francesco Castiglioni, il 20 luglio 1830); datazione: XVIII Dinastia (1580-1320 a.C.); dimensioni: 33 x 27 cm


Da Giuseppe Botti, I cimeli egizi del Museo di Antichità di Parma, Firenze 1964, pp. 40-43.



In miglior stato di conservazione del precedente, ha tuttavia perduta la vignetta, che sovrastava le prime sedici colonne dcl testo, ancora per la scrittura in tutto simili a quelle del papiro precedente, senza però che il frammento ve ne faccia parte, essendo del tutto diversa la dimensione delle misure del testo in altezza e l’incorniciatura dell’insieme.

Consta di 23 colonne di scrittura geroglifica verticale, che comprendono il capitolo 136 A (coll. 1-7½) e il capitolo 136 B (coll. 7½-17) mancante del titolo, ma corrispondente al capitolo di«navigare nella barca del Sole», e il capitolo 149 a (coll. 18-22) e 149 b (col. 23), corrispondente ai capitolo delle 14 località dell’Occidente del Libro dei Morti. Manca purtroppo il nome del proprietario, del quale sono rimaste solo tracce illeggibili al principio della prima colonna. Nel resto del testo poi è semplicemente ricordato come il «giustificato riguardo alle (sue) azioni ».

Un’altra pagina di testo precedeva quella rimasta, come lo dimostrano i resti di scrittura in rosso al principio della linea divisoria della prima colonna.

Quanto alla provenienza, anche questo frammento sembra sicuro da Tebe; e per l’uguaglianza della scrittura col precedente, da ascriversi ugualmente alla XVIII Dinastia. Il verso non è scritto.


Bibliografia. NAVILLE, Todtenbuch, per il capitolo 136 A III, pp. 347-49; per il capitolo 136 B, Id., ibid., pp. 351-54; 58-59; per il capitolo 149 a, Id., ibid., pp. 379-81. La colonna 22 del capitolo 149 b non è riportata.


Testo (traduzione)


[CAPITOLO 136 A (coll. 1-7 j)]:

1) .... Dice egli: « Ecco ora, o corpi luminosi, che risiedete

2) in Kherj‘ahau (hrj-‘ḥ3w) (la città di Babilonia = antico Cairo) nato è il Dio (cioè il Sole è ritornato alla luce, avendo compiuto la sua navigazione notturna nel mondo sotterraneo). Giunto al termine è il rotolo (cioè quello delle corde usate per la navigazione)

3) interamente. Gli unguenti suoi sono in attesa degli strumenti (da lavoro)

4) per la barca grande dei mille nella poppa sua (cioè si apprestano nuovi lavori per preparare la barca per una nuova navigazione). Sono uscito io nel Cielo,

5) ho viaggiato in esso con Nut, sono andato in barca in essa, insieme con il Babbuino,

6) ho viaggiato in essa insieme con Rē‘, ho io difeso (protetto) il cammino (la via) di Nut, per rendere stabile il muro (di cinta)».

7) [CAPITOLO 136 B (coll. 7½-17]): « Ho fabbricato io questo fuoco per il posto che vi spetta

8) dietro a (al seguito di) Rē‘, per distruggere dietro a lui la paura del turbine di vento con la tempe-

9) sta nella barca di Rē‘. Ho fatto io il viaggio con Sek-

10) ha‘u [Sk-ḥ‘w, divinità del mondo sotterraneo, in altri testi denominata Sekherj (Sk-ḥrj)] dall’angolo (dalla piccola baia) del suo lago, e ho visto passare le (dee) Veri-

11) tà. E noi ci rallegrammo, e furono i capi nostri, i principi nostri nella gioia

12) loro e si rallegrarono essi in letizia. (Ho fatto) io il viaggio sul davanti

13) della barca di Rē‘.Possa io compiere un (altro) viaggio sul-

14) la barca del signore Sia (Sỉ3, il dio della Sapienza)! O Haroeris! Ani è il profumo della fiam-

15) ma, che ha fatto il padre Bennu (Bnw, appellativo di Rē‘, colui che, come la Fenice, sempre risorge). Io sono entrato nell’interno

16) dell’orizzonte e ho fatto viaggio verso la Wert (wr.t) (località sacra del mondo sotterraneo), io sono

17) un marinaio, non vi è stanchezza in lui sulla barca di Rē‘ ».

18) [CAPITOLO 149 a (coll. 18-22)] Parole da dirsi dal [giustificato] riguardo alle azioni (sue), partorito dalla signora della casa Ibhotpe (’Ib-ḥtp) (1): « O questa località dell’Occidente, nella quale si vive con focacce

19) e birra (?), togli il copricapo vostro dagli avversari delle mie sembianze, poiché ecco l’essenza (potenza) divina

20) con il legare essa le mie ossa, ha reso essa stabili le membra mie e ha portato a me Ihu (’Iḥw, appellativo di Osiris), il signore dei cuori,

21) che ha riunito egli i cuori, ha reso egli stabile la corona Weret di Atum, ha reso egli stabile il capo di

22) Nehhebka (Nḥ-ḥb-k3, altra divinità del mondo sotterraneo), e salvata la bilancia. La sovranità sua è fra gli Dei, o Minked (Mn-ḳd), che sei dentro la casa sua » (altra divinità del mondo sotterraneo).

23) [CAPITOLO 149 b (col. i)] Parole da dirsi dal giustificato rispetto alle azioni (sue): Io sono un grande in possesso del campo dei giunchi. O campo [dei giunchi] .... »


(1)Per tale nome, cfr. RANKE, Personennamen I, n. 11, p. 19.

Programma

2014

Catalogo

Biblioteca di Storia / Settore Papirologia